Cdg // Il CDG

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Uno sguardo sulla scienza   
Lo statuto del CDG   
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[Chi siamo]

Il Consiglio dei Diritti Genetici è un organismo di ricerca e comunicazione sulle biotecnologie. Dal 2002 opera come associazione scientifica e culturale indipendente, impegnata in attività di studio, informazione, progettazione sulle applicazioni e le diverse forme di impatto delle innovazioni biotecnologiche.

Con l’apporto di studiosi di varia estrazione scientifica e sensibilità culturale, il CDG promuove la ricerca indipendente e interdisciplinare nell’ambito delle bioscienze e delle biotecnologie, riservando particolare attenzione alle loro implicazioni ambientali e sociali.
Il CDG si propone inoltre di diffondere la cultura scientifica, consapevole del ruolo sociale della scienza e della necessità di governance dell’innovazione.

Il primo passo in questa direzione è il nostro appello alla prudenza in materia di OGM. Pubblicato nel marzo del 2003, è stato sottoscritto da centinaia di persone fra studiosi, intellettuali, giornalisti e semplici cittadini.


[Le nostre attività]

informazione scientifica indipendente sulle applicazioni e le diverse forme di impatto delle biotecnologie

costruzione e aggiornamento di archivi tematici di ricerca on-line

organizzazione di convegni, seminari, dibattiti

realizzazione di progetti di ricerca e di modelli di governance dell’innovazione


[I nostri progetti]

“Scienza e Società – La frontiera dell’invisibile”
Congresso internazionale annuale su applicazioni e impatti delle biotecnologie.

“Osservatorio Agrobiotecnologie”
Analisi scientifica delle richieste di autorizzazione alla commercializzazione di nuovi ogm, presentate dalle aziende agli stati membri dell’Unione Europea.

“Grano o Grane”
Attività di ricerca e comunicazione sugli impatti economici, sanitari, ambientali, nutrizionali e socioculturali legati al possibile arrivo sul mercato di frumento tenero transgenico

MediaBiotech
Osservatorio di monitoraggio e analisi dei flussi di informazione che i media riservano alle applicazioni biotecnologiche in campo agro-alimentare.


[I nostri obiettivi]

promuovere ricerca scientifica interdisciplinare e indipendente

sollecitare il dialogo tra scienza e società

restituire alla scienza un ruolo sociale, negli obiettivi e nelle modalità

restituire alla società un ruolo di governance dell’innovazione


[Uno sguardo sulla scienza]

Negli ultimi anni le biotecnologie hanno aperto un orizzonte completamente nuovo sulla scienza e sulla società, riattualizzando due esigenze rimaste troppo a lungo disattese: da un lato potenziare la ricerca scientifica indipendente, dall’altro amplificare la comunicazione fra la comunità scientifica e la società.
Nel frattempo le innovazioni scientifiche e tecnologiche hanno
toccato il profondo della natura e dell’esistenza umana, avviando un processo che sembra irreversibile. Il rilascio in campo aperto di organismi geneticamente modificati, il loro ingresso nella catena alimentare umana e animale, e la brevettazione della materia vivente sono solo alcune delle questioni aperte che aspettano risposte chiare su più livelli.

Se da una parte le biotecnologie sono entrate nel quotidiano delle persone, mettendo in moto dubbi e incertezze in ambiti molto eterogenei – dalla salute all’alimentazione, dall’ambiente all’economia, dalla morale al diritto – dall’altra si percepisce un disarmante vuoto di informazione obiettiva e trasparente. In questo modo i timori dell’opinione pubblica non sono stati fugati; e, anzi, forse sono stati incoraggiati i comportamenti irrazionali, le derive culturali e i facili allarmismi. A spese, innanzitutto, della conoscenza, della fiducia e della cosiddetta “partecipazione sociale”.
Il segnale è pessimo e va colto. Sono maturi i tempi per una riflessione profonda, che permetta di individuare criteri e valori utili non solo a plasmare e a diffondere una moderna cultura della scienza, ma anche a pianificare strumenti efficaci da spendere nei processi decisionali.

L’alleanza fra scienza e società, insomma, è possibile, ma si fonda sul comune riconoscimento che alcuni valori sono irrinunciabili.
Primo fra tutti, il fatto che una scienza indipendente non può prescindere dai principi della responsabilità e della precauzione, ossia dalla priorità dei due seguenti obiettivi: 1) puntare alla qualità della vita di tutta la società; 2) riportare l’innovazione tecnologica sui binari dello sviluppo sostenibile, senza dunque perdere di vista ciò che riceveranno in eredità le generazioni future.
Il progresso nella scienza, così come nella cultura e nell’arte, segna la ricchezza non solo materiale, ma anche civile, intellettuale e spirituale di una società. La consapevolezza che questa ricchezza può essere condivisa è una tappa fondamentale per il suo sviluppo.

 


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