Piante GM


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Le caratteristiche fenotipiche delle PGM maggiormente coltivate

piralide1.jpg" width="150" height="100" border=1> Piralide: uova, larva, adulti

Molteplicità delle modificazioni
Lo sviluppo dei metodi della biologia molecolare e dell?ingegneria genetica ha ampliato enormemente le possibilità di modificazione dei fenotipi delle colture agrarie. Ad esempio, sono attualmente disponibili piante geneticamente modificate (PGM), appartenenti a diverse specie, capaci di resistere agli attacchi di patogeni e insetti nocivi, di tollerare stress abiotici (siccità, salinità, ecc.) e applicazioni di erbicidi, di produrre sostanze specifiche e addirittura farmaci, di detossificare suoli inquinati e di esprimere colorazioni e composizione modificati.
Tuttavia, a dispetto di tali possibilità, le colture geneticamente modificate diffuse commercialmente sono essenzialmente quelle esprimenti i fenotipi di tolleranza ad alcuni erbicidi a largo spettro (colture HT) e/o resistenza ad alcuni insetti fitofagi (essenzialmente colture Bt).

Colture tolleranti gli erbicidi
La quasi totalità delle PGM tolleranti gli erbicidi, diffusi commercialmente, si dividono in due grandi gruppi:
? le colture RoundupRaedy (RR) che risultano resistenti agli erbicidi a base di glifosato grazie alla espressione del transgene cp4 epsps introdotto nel loro genoma e derivato dal batterio Agrobacterium sp. CP4.
? le colture Liberty Link (LL) tolleranti il glufosinato grazie all?azione dell?enzima PAT espresso dai transgeni pat o bar derivanti rispettivamente dai batteri Streptomyces viridochromogenes e Strptomyces hygroscpicus e inseriti nel genoma vegetale.

Colture resistenti ad insetti
Le colture GM resistenti agli insetti fitofagi sono costituite, a livello commerciale, essenzialmente dalle cosiddette colture Bt. Il nome deriva dal fatto che nel genoma di tali colture è stato inserito uno (o più) dei transgeni cry derivanti dal comune batterio del suolo Bacillus thuringiensis. Questo gruppo di geni codifica per le tossine Bt (o endotossine Cry), ognuna delle quali mostra tossicità specifica per i lepidotteri e/o i coleotteri. L?azione tossica si esplica a livello dell?epitelio intestinale dove le tossine Bt, legandosi a recettori specifici, inducono la formazione di pori che porta alla morte dell?insetto. Così, le colture che portano inseriti uno o più transgeni cry nel proprio genoma e producono in modo costitutivo le relative tossine Bt risultano resistenti ad alcuni specifici gruppi di insetti fitofagi.

Colture miste
Sono sempre più diffuse le piante resistenti agli insetti e tolleranti ad uno degli erbicidi a largo spettro ottenuti spesso tramite incrocio tradizionale tra linee parentali di piante GM (Ht x Bt)


Per saperne di più

Bibliografia:









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